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Un jour dans la belle et grande forêt,
un incendie se déclare.
Les flammes dévorent tout sur leur passage.
Les animaux affolés se mettent à courir en tous sens pour échapper au feu.

Lapin dans sa course folle, aperçoit soudain colibri qui,
de toutes les forces de ses petites ailes,
fonce vers les arbres enflammés
et déverse, de son bec long et fin,
quelques minuscules gouttes d'eau sur le feu !


Mais que fais tu colibri, sauve toi !
Tu n'éteindra pas le feu ainsi !"

"Je sais" répond colibri "je sais,
mais,
je fais ma part ..."


 

Diario |
 
Diario
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26 marzo 2012

Primavera senza razzismo 2012

            http://www.mondinsieme.org/2012/news/crisi-e-potere-di-scegliere


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10 agosto 2011

condurre altrove

"Nessun apprendimento evita il viaggio. Sotto la direzione di una guida l'educazione spinge all'esterno. Parti: esci. esci dal ventre della madre, dalla culla, dall'ombra che scende dalla casa del padre e dai paesaggi giovanili. Al vento, alla pioggia: fuori mancano i ripari. Le tue idee iniziali ripetono solo parole antiche. Giovane: vecchio pappagallo. Il viaggio dei fanciulli, ecco il senso essenziale della parola greca pedagogia. Apprendere dà inizio all'erranza. Esplodere in brandelli per avviarsi su un cammino dall'esito incerto richiede un eroismo di cui soprattutto l'infanzia è capace: una infanzia che, per lo più, bisogna sedurre per poter insegnare. Sedurre: condurre altrove. Sviare dalla direzione chiamata naturale. Per l''altrove. Queste sono le tre prime estraneità, le tre variazioni dell'alterità, tre primi modi di esporsi. Perché non c'è apprendimento senza esposizione, spesso pericolosa all'altro. Non saprò mai più chi sono, dove sono, da dove vengo, dove vado, per dove passare. Mi espongo all'altro, all'estraneità."

Michel Serres, Il mantello di arlecchino


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8 agosto 2011

Ben Harper

Ecco il momento più eccitante, adrenalico, appassionato, intenso, commovente, catartico e condiviso di questo mio quinto concerto... ho scritto il giorno dopo che ci sono esseri umani che sentono a livelli superiori... e con potenze superiori trasmettono e contagiano l'umanità in ascolto

nessun video potrà mai rendere quello che abbiamo vissuto lì in quel momento, ma questo dà un po' l'idea...

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 WHERE COULD I GO

There's no deals to be made with the dawn
Now I fear that our time has come and gone

They say freedom is just a place to hide
Now I'm coming to you with my arms open wide
(Oh — won't you tell me)
Where could I go to the Lord

Take a prayer with you to heaven for me
Oh — And give it to the Lord
Give it to the Lord
Cause nothing else could save a sinner
Sinner like me
Oh — But an angel's word
Just an angel's word

Now — Oh now — what is — what is too true
What is hard is much too true
Oh — and what's true Oh — is much too too hard
And now where — where could I go but to the Lord

Mama was hard on us but we could take it
And papa didn't give a damn and he couldn't fake it

They say freedom
Oh — Freedom is just an other place to hide
Now I'm coming to you with my arms open wide
(And tell me)
Where could I go — Oh — but to the Lord
 

20 luglio 2011

Genova 2001 - Chiara 2011

I primi di luglio di 10 anni fa' ho trovato un lavoro estivo come cameriera in una "cocktaileria" sul lago. Ma volevo partecipare al G8 di Genova per una spinta forte che pulsava dentro, come a 20 anni spesso accade, e la voglia forte di ESSERCI, insieme a centinaia di migliaia di altre persone. Ho raccontato una balla per giustificare la mia assenza in quei giorni e il 19 luglio con Anse e Giorgio abbiamo preso il treno speciale dalla stazione di Milano.

7 ore di treno per fare Milano-Genova sono state la prima cosa strana.
Il fatto che sul treno mi passassero dei volantini che spiegavano come proteggersi dai lacrimogeni, la seconda.
Arrivati esausti, ci uniamo alla fine del corteo dei migranti e la festa ha avuto inizio e mi ci sono sentita dentro, benchè un bel po' spaesata...
Poi l'accampamento a Sciorba, il concerto dei Modena City Ramblers senza casse né microfoni, riparati in un capannone per proteggerci dalla pioggia battente fuori. L'incontro con il figlio del nostro da-poco-ex-prof di matematica (= il figlio ribelle dell'uomo più impostato e statuario che ho incontrato finora...)
 
La mattina gran ebbrezza e confusione, colori, palmi bianchi, bandiere, colori a fiume.
Ci accodiamo a quelli di Attac France perchè ci ispirano tranquillità, poi le foto con Bové (e l'Anse con la maglia con la pannocchia, contro gli OGM)
Gente travestita, un finto cardinale, mucche in piazza che mangiano il fieno, tamburi, cori.
Festa.
Fino a metà pomeriggio, quando Agnoletto ci raggiunge allarmato in Piazza Dante Alighieri (Cristiano gli regala una mela che lui divora) e ci dice di andar via, che la piazza non ha vie di fuga e non lontano sta accadendo il finimondo.
Cosa c'entra?
(Ci eravamo messi anche a discutere pacificamente con i poiliziotti di là dalla zona rossa sul governo ladro e quanta furbizia avessero avuto tutti ad organizzare un evento di quel tipo in una città come Genova...)
Ma abbiamo seguito le indicazioni accorate e abbiamo ripreso la salita per tornare a Piazzale Kennedy.
Ci hanno salutato lanciandoci lacrimogeni alle spalle. Ma perché?
 
Poi il ghetto: da Piazzale Kennedy non si poteva più uscire se non scortati da quelli del Legal-Forum perchè si rischiava di essere manganellati senza ragione. Poi non si usciva neanche scortati perchè anche gli avvocati del Legal-Forum hanno cominciato ad essere malmenati al rientro dagli accompagnamenti...
 
Le voci veloci e spaesate. E' morto un ragazzo. Uno spagnolo....Morto? ma sapete cosa significa "morto"?
 
E l'elicottero ronzante sulle nostre teste che non se ne andava mai... che tutta la pazienza di sto mondo, ma alla fine ti veniva davvero voglia di sfogare la tensione unendoti al coro di diti medi alzati.
 
Non so più a che ora, ma tardi, molto tardi, quando ormai eravamo esasperati e profondamente intimoriti è arrivata la navetta che ci ha riportati a Sciorba.
Fuori da Piazzale Kennedy fumo, gente a terra, telecamere impazzite e giornalisti che improvvisavano appellativi (“i giottini”… ma giottino a chi?)
Mi sono rimessa nel mio sacco a pelo, sperando che poche ore dopo sarei riuscita a fuggire da quella guerra senza altri inutili timori
Quello, me lo ripeto da allora, è stato il mio inizio da “attivista”, da cittadina attiva e partecipante.
Inizio traumatico, con un seguito molto doloroso. Ed inevitabilmente scisso, radicale nei modi e nelle posizioni.
Negli anni seguenti ci sono stati richiami continui, spesso rabbiosi, all’insensatezza di quelle giornate e al troppo vuoto di troppi occhi su quelle giornate.
Per molti anni non ho saputo immaginare un modo felice di affrontare, discutere e oltrepassare le ingiustizie.
Ma, alla facciazza di tutti quelli che quelle giornate le hanno volute così, di quelli che ancora le vorrebbero e di quelli che non glien’è fregato un cavolo: io quel modo l’ho trovato.
E 10 anni dopo, posso dirvelo con un sorriso e la gioia nel cuore: QUALCUNO DI QUA DELLA ZONA ROSSA HA VINTO!!!


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14 luglio 2011

Irene, che vuol dire "pace"

Questo è un regalo bellissimo che mi è arrivato oggi... me l'ha mandato una persona che non vedo ormai da più di due anni... ma che c'è. E ogni volta che penso a lei, penso al profumo dell'attraversare il mondo con un racconto, una favola, una poesia...

Como los budistas, sé que la palabra no es el hecho. Si digo manzana, no es la maravilla innombrable que enamora el verano. Si digo árbol, apenas me acerco a lo que saben las aves. El caballo siempre fue y será lo que es, sin saber que así lo nombro.
Sé que la palabra no es el hecho, pero sí se que un día mi padre bajó de la montaña y dijo unas palabras al oído de mi madre… Y la incendió de tal manera que hasta aquí he llegado yo, continuando lo que mi padre comenzó con algunas palabras.
Nacemos para encontrarnos: la vida es el arte del encuentro.
Encontrarnos para confirmar que la humanidad es una sola familia y que habitamos en un país llamado “Tierra”.
Hay tantas cosas para gozar y nuestro paso por la Tierra es tan corto, que sufrir… es una pérdida de tiempo. Somos hijos del amor, por lo tanto nacemos para la felicidad -fuera de la felicidad son todos pretextos- y debemos ser felices también por nuestros hijos, porque no hay nada mejor que recordar padres felices.
Además, el Universo siempre está dispuesto a complacernos, por eso estamos rodeados de buenas noticias. Cada mañana es una buena noticia. Cada niño que nace es una buena noticia. Cada cantor es una buena noticia, porque cada cantor es un soldado menos. Por eso hay que cuidarse del que no canta, porque algo esconde.
Eso lo aprendí de mi madre que fue la primera buena noticia que conocí. Se llamaba Sara y nunca pudo ser inteligente porque cada vez que estaba por aprender algo, llegaba la felicidad y la distraía. Nunca usó agenda porque sólo hacía lo que amaba y eso se lo recordaba el corazón. Se dedicó a vivir y no le quedaba tiempo para hacer otra cosa.
De mi madre también aprendí que nunca es tarde, que siempre se puede empezar de nuevo.
Ahora mismo, le puedes decir basta a la mujer o al hombre que ya no amas, al trabajo que odias, a las cosas que te encadenan, a la tarjeta de crédito, a los noticieros que te envenenan desde la mañana, a los que quieren dirigir tu vida. Ahora mismo le puedes decir basta al miedo que heredaste, porque la vida es aquí y ahora mismo.
Caminando comprobé que nos vamos encontrando con el otro, lenta, misteriosa, sensualmente. Porque lo que teje esta red revolucionaria es la poesía. Ella nos lleva de la mano y debajo de la luna, hasta los últimos rincones del mundo, donde nos espera el compinche, uno más, el que continúa la línea que será un círculo que acabará el planeta.
Esta es la revolución fundamental, el revolucionarse constantemente para armonizar con la vida, que es cambio permanente, por eso nos vamos encontrando fatalmente para iluminar cada rincón. Que nada te distraiga de ti mismo, debes estar atento porque todavía no gozaste la más grande alegría ni sufriste el más grande dolor. Vacía la copa cada noche para que Dios la llene de agua nueva en el nuevo día…
Vive de instante en instante, porque eso es la vida…


Por Facundo Cabral


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13 luglio 2011

oltre il tempo

Il 25 luglio cominceranno le mie ferie estive

Il 25 luglio secondo i maya è il giorno fuori dal tempo, quello che segue l'ultimo giorno del loro anno e precede il primo giorno dell'anno successivo

Vorrei dilatare il mio 25 luglio alle due settimane che mi toccano di riposo... come fosse un tempo oltre il tempo

senza orologi, senza programmi, senza "devo"

con la libertà di lasciar fluire in me le novità in arrivo, raccogliere spunti, creare bellezza, affrontare col sorriso le preoccupazioni

mi lascerò fluire


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12 luglio 2011

GA3

In Cile un uomo molto saggio mi disse che il percorso per schiudere il mio diamante interiore, portarlo a galla e goderne, sarebbe dovuto passare per la ricerca del "mio posto nel mondo"... il posto dove avrei potuto creare, dar vita a ciò che mi permetteva di fare della dualità un tutto, forte e interconnesso...

Il "mio posto nel mondo" penso di averlo davvero trovato

e con esso, quasi simultaneamente, ho trovato chi mi dà forza e spazio per creare insieme

ognuno da forza e spazio al tutto che insieme SIAMO

Questa è per GA3 e per il futuro di tutti:

"Bisognerebbe che l'amicizia non fosse soltanto lo spazio della fiducia, ma il mezzo per riflettere sul mondo in più persone, di apportare la luce di più persone sul mondo e sulla storia... Diversamente dall'intimità, l'amicizia è una qualità politica: è il mondo che si cerca di accogliere e comprendere insieme"

Hanna Arendt

21 giugno 2011

NUOVO

Ieri si è tenuto l'incontro inaugurale della nuova sede del Centro per il quale lavoro.

L'inaugurazione di un "luogo" che nelle intenzioni di chi l'ha voluto, sarà "aperto" alla cittadinanza tutta... luogo d'incontro, di scambio.
 
Un' inaugurazione ricca delle riflessioni di tutti quelli che ne hanno preso parte, che nello spazio pomeridiano si sono suddivisi in forum tematici porprio per dare il via a questo nuovo luogo e cominciare a riempirlo di significati
 
Io ho partecipato al forum su "cultura e antropologia". Eravamo in una ventina, tra i 28 e i 60 e passa anni...  dal ragazzo "in fase di rientro" dalla dipendenza dall'eroina, al preside delle scuole magistrali, al psicoterapeuta, alla volontaria di una vita, a me, al giovane giornalista... tutti siamo usciti affermando che DAVVERO qualcosa sta cambiando.
 
Dai "non-luoghi", vogliamo riempire LUOGHI, dalle mancanze vogliamo cibarci di POTENZIALITÁ, dal tutto è dato-preconfezionato-unico-e-certo alla sua CRISI come OPPORTUNITÁ
 
(passando per lo stato attuale di LIQUIDITÁ...)
 
Un professore di storia romana e bizantina secondo me ha colto il punto dicendo che:
il paradigma "solo la società" è morto già dal 1989
il paradigma "solo io" ( : "non esiste la società, esiste il consumatore"; "lo stato/azienda" ) è ormai morto anche lui... in Italia sta perendo proprio in questi giorni
 
il momento attuale è preziosissimo:
 
dalla dittatura del NOI, passando per la dittatura dell'IO... forse stiamo davvero camminando in questa nuova direzione 
 
dalla CONSAPEVOLEZZA DEL SE' al NOI
 
La natura non smette di suggerirlo dai tempi dei tempi: TUTTO è UNO 
… siamo soltanto noi impappati dalla dittatura dell'io che abbiamo smesso di ascoltarla!
 
(e forse anche i maya ci hanno preso … un cambiamento epocale è alle porte, chi lo saprà cogliere sarà accolto nell’impresa, chi no resterà per sempre indietro …)
 
Tutto ciò è profondamente armonico dentro di me

14 giugno 2011

battiQUORUM!!!

Reduce dai festeggiamenti fino a tarda ora, sbandierando, sorridendo -forte- e cantando per le strade della città capoluogo della provincia con il quorum più alto di tutta la nazione...

sono davvero orgogliosa di questo risultato, di quello nazionale e di quelli locali, soprattutto del risultato della città che ormai da due hanni ho fatto mia

sono entusiasta di poter condividere questa gioia fisicamente con le tante persone ammirevoli che si sono date da fare tantissimo in questi mesi per dar voce alle ragioni del referendum

sono contentissima di avere a disposizione dei nuovi mezzi di comunicazione che hanno permesso il tam tam per la promozione del referendum e soprattutto un passaggio di informazioni che i mezzi tradizionali  non hanno deliberatamente dato (sentirsi dire "grazie del link che mi hai mandato, sono riuscita a votare da qui!" dalle amiche del sud è emblematico del cambiamento... vien da pensare " 'ca nisciun è più fess!" - ... contagiata dal prof napoletano di ieri :-DDD)

voglio scovare un documento con tutti i dati dell'affluenza di tutte le città italiane, per avere una cartina di tornasole della società civile italiana: dove c'è, dove galoppa, dove annaspa, dove c'è troppo poco. E farsi un quadro oggi certamente più chiaro del suo paese....

gazzettadireggio.gelocal.it/foto-e-video/2011/06/13/fotogalleria/i-festeggiamenti-dei-comitati-reggiani-1.510784

14 aprile 2011

migrazioni d'oggi

 

Guardando le immagini dei migranti in arrivo, mi chiedo... chi ha più paura?

Loro sono persone che hanno attraversato il mare in condizioni pazzesche, imprevedibili... e finalmente sono arrivati.

Noi, molti di noi, non abbiamo paura, siamo profondamente dispiaciuti e coscienti che queste condizioni siano dettate dall'alto dei corsi e ricorsi storici, dove in pochi hanno preso delle decisioni e l'hanno fatto sempre quasi esclusivamente per difendere le proprie caste... mentre tutti gli altri: "Effetti collaterali del sistema"... che nella forbice dei redditi, sono da sforbiciar via perchè non disturbino.

Invece no, nessuno ferma il loro desiderio di vivere in condizioni migliori.

Come nessuno frena il desiderio di giustizia e di pace che anima molti, da questa altra parte del mondo.

E se noi e loro, come già abbiamo cominciato a fare, ci parlassimo? ci raccontassimo? ci narrassimo?

Se "il profugo"/"il migrante"/"il clandestino" diventasse il suo nome proprio, la sua età, la sua patria, i suoi desideri?

Se riempissimo la sua immagine e la sua esperienza, dei SUOI contenuti?

A chi fa' paura tutto questo??

Forse a chi ci pretende scissi? divisi? nemici?

Se essere arrivati al 2011 ha un qualche significato, penso sia proprio questo: siamo molto più informati ed empatici di tutte le generazioni precedenti!

E su questo molti stanno già ponendo le basi di un mondo diverso.

(e mi viene da aggiungere: consolatevi con i bunga bunga fino a che le medicine più o meno legali ve lo permettono)

 

....Prendo spunto da questa mail che mi è arrivata per approfondire ulteriormente, grazie per lo stimolo!

 

 "Ho letto il tuo scritto sull'immigrazione... Mumblemumble... penso che alcuni principi siano condivisibili ma non si può negare che la situazione attuale sia molto difficile: in primis per gli immigrati ma anche per noi che ci ritroviamo soli a dover gestire una situazione senza precedenti...L'Europa si gira dall'altra parte (probabilmente anche per lo scarso peso-carisma politico del nostro decadente governo) ma in questo caso che cosa dovrebbe fare a tuo avviso l'Italia?? E' un bel casino: aprendo le frontiere senza un "criterio di gestibilità" si creerebbe comprensibilmente una situzione opposta ad un qualsiasi tipo di "integrazione"...Secondo me dovremmo fare un piano Europeo condiviso per dividerci le persone da accogliere ma se loro dicono di no?? Il tuo atteggiamento in questo caso mi sembra un po'semplicistico: non sempre i buoni ed i cattivi si distinguono chiaramente, o meglio non è detto che i cattivi lo siano sempre e viceversa..."

Le mie riflessioni  partivano dalla volontà di condividere l'aspetto umano. Quello alla portata di ogni singolo individuo (mi chiedo chi è costui? o me lo faccio dire? Mi faccio delle domande sul perchè queste migrazioni di massa stanno avvenendo? oppure no?). E' un piano di riflessione molto diverso. Che non banalizza le difficoltà del momento. Anche perchè chi davvero dovrà sobbarcarsi queste emergenze sono in parte strutture in cui ho lavorato e con cui continuo a collaborare... quindi ho ben presente cosa significhi farsi domande e dover attuare delle risposte.

Siamo soli, ma  non sento che sia l'Europa a condannarci alla solitudine in questo momento, ancora prima è il governo pessimo che oggi è lì che discute sul processo breve (e non apro la parentesi su quanto pazzesco e vergognoso sia) e al massimo riesce a proporre tendopoli su tutta la penisola; e ancora prima sono i miei concittadini che non si ricordano più delle migrazioni dei loro nonni e pensano solo a salvaguardare il giardino.

Onestamente, non mi ci metto neanche ad ipotizzare "criteri di gestibilità" o strategie politiche, non è il mio mestiere e non no sufficienti competenze tecniche per farlo... so solo che se queste persone potessero vivere degnamente a casa loro, la migrazione se la risparmierebbero (e questo è un obiettivo di cui non si parla mai e su cui se va bene si investe lo 0.1%).

Preferisco concentrarmi su quello che posso agire io; che  oggi  è principalmente il mio "mentale", quindi osservare e cercare di capire "sul campo". La differenza grossa, il salto di qualità nella mia visione,  la fa' il fatto che persone che hanno vissuto esperienze di migrazione molto simili, sono miei amici . Amici. Vengono a casa mia x cena e io vado da loro. Sono entrata nelle loro vite e loro nella mia. Penso non ci sia nulla di semplice nè di semplicistico in questo.

Vivo molto meglio da quando è così, non solo perchè ho nuovi amici, ma anche perchè mi sento molto più libera, i miei pensieri sono molto più sani. So distinguere molto più finemente. Penso sia quella differenza che intercorre tra "sapere" e "capire".

 


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permalink | inviato da comeuncolibri il 14/4/2011 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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